Sembra una barzelletta tragicomica ma purtroppo è vero: non sempre una buona azione a favore dei cittadini viene accolta a braccia aperte.
Accade ad Erba allo sportello bancomat situato alle Poste della cittadina in provincia di Como. Venerdì scorso, un giovane erbese mentre sta per prelevare nota che il bancomat, lo stesso da dove aveva prelevato il giorno precedente, è diverso e molto più vecchio del nuovo apparecchio che era solito usare. Subito pensa che potrebbe trattarsi di una possibile clonazione. Entra quindi nell'ufficio postale per avvisare gli addetti allo sportello della situazione che aveva constatato. Questi avvisano i carabinieri che giungono per un controllo e poi escono loro stessi a verificare se quanto affermato dal ragazzo corrispondesse a verità. Alla vista sia loro che delle forze dell'ordine il bancomat appare quello originale e funzionante. Nessuno nota niente di strano. Il ragazzo viene quindi congedato lasciando cadere nel vuoto la sua segnalazione.
Il lunedì seguente, però, giungono alla posta numerosi utenti che si sono ritrovati il conto con prelievi che non avevano assolutamente fatto. Solo allora gli impiegati comprendono la gravità della situazione e ricordano la segnalazione del ragazzo rimasta inascoltata. Grande è l'imbarazzo loro e ancora di più lo è la furia del direttore delle poste che viene avvisato solo ora del fatto. Questi infuriato per non essere stato avvisato della segnalazione chiama di nuovo i carabinieri e fa controllare i filmati di sicurezza. Era vero, il bancomat era stato manomesso per clonare le carte da uomini con il passamontagna. Addirittura era stata clonata la carta dell'impiegato che davanti al ragazzo aveva prelevato per convincerlo che non era stato clonato!
Ora si attendono delle scuse ufficiali per il giovane erbese che ha fatto giustamente il suo dovere. E magari anche la restituzione dei soldi truffati ai cittadini con la non voluta complicità delle Poste.
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