Essere a casa tutto il giorno o quasi con un bimbo da accudire mi ha fatto stare molto al pc, soprattutto nei giorni piovosi degli ultimi due mesi. Stando sul web mi piace leggere e informarmi e trovare news interessanti o cose da commentare. Oggi parliamo di come internet può aiutarci a trovare lavoro, cosa da non sottovalutare in questo periodo di crisi, soprattutto per mamme giovani che magari hanno poca esperienza lavorativa e la cui assenza dal mondo del lavoro pesa sul PIL italiano tantissimo.
Internet è diventato in tutto e per tutto un mezzo alternativo e aggiornato sulle posizioni lavorative aperte nelle varie aziende. I vari siti come Monster, Infojobs, Jobrapido, Trovolavoro, Jobadvisor sono degli utili strumenti aggiuntivi per chi è in cerca di lavoro, ma non sono niente più di qualcosa di tradizionale traslato sul web. Ne ho utilizzati alcuni per cercare lavoro e francamente di tutte le offerte alle quali mi ero candidata ben poche hanno suscitato una risposta dell'azienda o agenzia di selezione. E ne ho mandati tanti di curriculum scegliendo gli annunci accuratamente. Evidentemente non sono stata molto fortunata.
Poi c'è il buon vecchio sistema di autocandidatura: molti affermano che funziona ma a parere personale potrebbe aprire uno spiraglio soprattutto nelle piccole/medie imprese e non nelle grandi aziende e soprattutto nel settore secondario, in settori tradizionali e in gestioni familiari. In effetti visto la stragrande maggioranza delle prime in Italia direi che potrebbe avere buone chance se fatto con criterio. Almeno di essere chiamati per un colloquio senza passare dalle agenzie di selezione.
Infine c'è un modo più moderno di trovare lavoro con internet: i social network. Che siano Linkedin, Xing o Facebook o Twitter una chance potrebbero darla agli aspiranti lavoratori. Certo che i profili devono essere veritieri, bisogna accuratamente curare la propria reputazione e costruirli con logica: a chi li guarda danno la prima impressione virtuale su un soggetto, un po' come quando ci si conosce di persona. Qualcuno storcerà il naso pensando al proprio profilo di Facebook e legandolo alla ricerca del lavoro ma non bisogna più sorprendersi: mondo virtuale e mondo reale si compenetrano anche in questo campo. Se avete notato ultimamente il noto social network con le modifiche fatte si è reso più interessante per gli head hunter della rete dando agli utenti una possibilità in più con la timeline di presentarsi al meglio anche attraverso delle nuove apps per dare maggiori informazioni a chi guarda ( da City i've visited, a Branch out...). Se non l'avevate considerato, beh...iniziate a farlo ora. A seguire Linkedin, noto business social network che mostra il curriculum degli utenti e i loro studi insieme alle loro attuali posizioni lavorative e interessi personali e professionali accessibile ai 150 milioni di iscritti in tutto il mondo e utile per creare relazioni di business anche con sconosciuti che si scopre hanno i nostri stessi interessi o relazioni. Infine parliamo di Twitter dove ciascuno può decidere di seguire persone che reputa interessanti e di conseguenza rendersi interessanti ad esse se il nostro scopo è instaurare una relazione con loro che potrebbe trasformarsi in un possibile lavoro. Insomma i cinguettii possono essere una pagina per fare personal branding in 140 caratteri, soprattutto quando si segue e si commenta sul canale qualche evento dove partecipano aziende che possono notarci. Una metodo innovativo per chi ha sempre il suo smartphone a portata di pollice.
Per maggiori informazioni e dettagli su come usare al meglio i social network per trovare lavoro leggete QUI
Internet è diventato in tutto e per tutto un mezzo alternativo e aggiornato sulle posizioni lavorative aperte nelle varie aziende. I vari siti come Monster, Infojobs, Jobrapido, Trovolavoro, Jobadvisor sono degli utili strumenti aggiuntivi per chi è in cerca di lavoro, ma non sono niente più di qualcosa di tradizionale traslato sul web. Ne ho utilizzati alcuni per cercare lavoro e francamente di tutte le offerte alle quali mi ero candidata ben poche hanno suscitato una risposta dell'azienda o agenzia di selezione. E ne ho mandati tanti di curriculum scegliendo gli annunci accuratamente. Evidentemente non sono stata molto fortunata.
Poi c'è il buon vecchio sistema di autocandidatura: molti affermano che funziona ma a parere personale potrebbe aprire uno spiraglio soprattutto nelle piccole/medie imprese e non nelle grandi aziende e soprattutto nel settore secondario, in settori tradizionali e in gestioni familiari. In effetti visto la stragrande maggioranza delle prime in Italia direi che potrebbe avere buone chance se fatto con criterio. Almeno di essere chiamati per un colloquio senza passare dalle agenzie di selezione.
Infine c'è un modo più moderno di trovare lavoro con internet: i social network. Che siano Linkedin, Xing o Facebook o Twitter una chance potrebbero darla agli aspiranti lavoratori. Certo che i profili devono essere veritieri, bisogna accuratamente curare la propria reputazione e costruirli con logica: a chi li guarda danno la prima impressione virtuale su un soggetto, un po' come quando ci si conosce di persona. Qualcuno storcerà il naso pensando al proprio profilo di Facebook e legandolo alla ricerca del lavoro ma non bisogna più sorprendersi: mondo virtuale e mondo reale si compenetrano anche in questo campo. Se avete notato ultimamente il noto social network con le modifiche fatte si è reso più interessante per gli head hunter della rete dando agli utenti una possibilità in più con la timeline di presentarsi al meglio anche attraverso delle nuove apps per dare maggiori informazioni a chi guarda ( da City i've visited, a Branch out...). Se non l'avevate considerato, beh...iniziate a farlo ora. A seguire Linkedin, noto business social network che mostra il curriculum degli utenti e i loro studi insieme alle loro attuali posizioni lavorative e interessi personali e professionali accessibile ai 150 milioni di iscritti in tutto il mondo e utile per creare relazioni di business anche con sconosciuti che si scopre hanno i nostri stessi interessi o relazioni. Infine parliamo di Twitter dove ciascuno può decidere di seguire persone che reputa interessanti e di conseguenza rendersi interessanti ad esse se il nostro scopo è instaurare una relazione con loro che potrebbe trasformarsi in un possibile lavoro. Insomma i cinguettii possono essere una pagina per fare personal branding in 140 caratteri, soprattutto quando si segue e si commenta sul canale qualche evento dove partecipano aziende che possono notarci. Una metodo innovativo per chi ha sempre il suo smartphone a portata di pollice.
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