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Emilia: i dimenticati del terremoto


Nell'efficiente Emilia la macchina dei soccorsi della protezione civile non è così ben organizzata come potrebbe sembrare e come i telegiornali ci fanno credere. Un po' come a l'Aquila la famosa ricostruzione: non è tutto oro quello che luccica, purtroppo.
Fossoli, una frazione di 4000 abitanti della città di Modena a distanza di settimane dalla prima scossa è ancora priva di soccorritori organizzati. E' il parroco con i suoi collaboratori che ha organizzato autonomamente la tendopoli per gli abitanti che non hanno più la casa agibile o che non si fidano, a ragione, a tornare nelle proprie abitazioni finché il terremoto non li lascerà almeno un po' in pace e finché qualcuno non verrà a dichiararle agibili. I problemi ai campi sono seri: cibo, acqua, telefoni, coperte, supporto psicologico. Manca tutto! Nell'attesa si fa quel che si può guidati da Don Roberto che non si scoraggia e alza la voce, rimbalzata soprattutto sul web, di non lasciare sole queste persone che aspettano pazientemente il loro turno ma che intanto si rimboccano le maniche.

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